Piero Lissoni e il pet design

Piero Lissoni non progetta per compiacere. Progetta per capire. Nato a Seregno nel 1956, laureato al Politecnico di Milano nel 1985, fonda l’anno dopo lo studio Lissoni & Partners insieme a Nicoletta Canesi. Da allora firma architetture, interni, prodotti e direzioni artistiche per marchi come Boffi, Living Divani, Cassina, Kartell, B&B Italia e Sanlorenzo. Vince il Compasso d’Oro, il Red Dot Award, il Good Design Award. Ha uffici a Milano e a New York.

Il suo approccio parte sempre dalla stessa domanda: chi abita questo spazio? Di solito la risposta è: un essere umano. Ma non sempre.

Architecture for Dogs: il design cambia prospettiva

Nel 2024 la mostra itinerante Architecture for Dogs arriva per la prima volta in Italia, all’ADI Design Museum di Milano. Il progetto nasce dal designer giapponese Kenya Hara, direttore artistico di Muji, con un’idea semplice e radicale: progettare spazi su misura per i cani, non per i loro padroni.

La mostra raccoglie opere di grandi nomi dell’architettura contemporanea e per la prima volta include due contributi italiani. Uno porta la firma di Giulio Iacchetti. L’altro è di Piero Lissoni. Entrambi i pezzi nascono in collaborazione con Riva 1920, azienda lombarda da sempre orientata alla produzione sostenibile.

Hangar per il Yorkiepoo

Lissoni sceglie di lavorare per una razza precisa: il Yorkiepoo, un ibrido tra Yorkshire Terrier e Poodle. Un cane piccolo, curioso, energico. E progetta per lui qualcosa di inaspettato.

La struttura è in compensato e alluminio. La forma si ispira a un hangar aeroportuale — una volta bassa e curva, un rifugio dal profilo pulito che ricorda più un padiglione industriale in miniatura che una cuccia tradizionale. Il materiale è leggero. Le linee sono risolte. Niente di superfluo.

Il punto di partenza è un’osservazione diretta. Lo studio di Lissoni accoglie spesso animali domestici, e i cani tendono a infilarsi sotto i tavoli e le panche per riposare. Quello spazio protetto, racchiuso, a misura di corpo diventa il modello del progetto. Non una casa per il cane, ma un nascondiglio di design.

Lissoni porta nella mostra la stessa attenzione che mette in un interior di lusso o in uno yacht Sanlorenzo: il dettaglio, la proporzione, la funzione che non tradisce la forma. Cambia solo il destinatario.

Perché questo progetto conta

Il pet design non è una nicchia di tendenza. È il segnale di una trasformazione culturale: gli animali domestici non sono più accessori dell’abitare umano. Entrano nel progetto come protagonisti. E quando lo fa un designer come Lissoni, con il suo rigore, la sua storia, il suo peso nel panorama internazionale, la questione smette di essere marginale.

Il Yorkiepoo ha il suo hangar. Il design ha un nuovo inquilino.

Fonti

artribune, mentelocale, lissoniandpartners